La fase riguardante la ricerca e la selezione del personale adatto a determinati requisiti aziendali rappresenta il primo passo per incrementare lo sviluppo della produttività e del business di un’impresa. Vediamo allora come fare “recruiting” nel migliore dei modi.
Cos’è il recruiting
Con il termine “recruiting” si intende appunto quel processo di reclutamento attraverso il quale si individua una possibile risorsa a partire dalle esigenze dichiarate da una determinata azienda, terminando poi con la scelta di quella più adatta al fine di inserirla nel team e di contribuire quindi al rendimento. Tale procedimento si divide in due categorie principali, ovvero:
– Recruiting interno: viene eseguita un’analisi completa ed accurata per la valutazione del personale già presente in un dato settore, per comprenderne sia i punti di forza che le carenze ed agire in base ai dati emersi per l’individuazione del tassello mancante, ovvero dell’ottimo candidato da reperire.
– Recruiting esterno: riguarda la fase vera e propria nella quale si iniziano a ricercare i profili più adatti alle esigenze aziendali.
La figura del recruiter
Per occuparsi del reperimento e della selezione dei migliori candidati indispensabili per la copertura di un determinato ruolo arriva in aiuto il recruiter, ossia un consulente selezionato esclusivamente per la mansione che parte dalla ricerca di eventuali figure fino all’assunzione di quella più adatta. Rappresenta per l’azienda un vero e proprio vantaggio in quanto, grazie al suo grande supporto risulta in grado di sollevare l’impresa da un incarico piuttosto articolato. A questa categoria appartengono i cosiddetti “head hunter” o “cacciatori di teste” e i recruiter facenti parte del dipartimento delle Risorse Umane (anche detta brevemente HR), i quali si occupano di reperire i potenziali lavoratori, ossia quelli che secondo loro rispettano alcune particolari esigenze richieste. Sono figure altamente qualificate, dalla conoscenza approfondita per quanto concerne la cultura aziendale. Scendendo maggiormente nel dettaglio, si occupano quindi di valutare le esigenze dell’impresa parlandone con i vari manager, comprendendo poi le abilità richieste per la scelta degli eventuali candidati, elaborando successivamente gli annunci di lavoro e valutando in un secondo momento i vari CV, selezionandoli e procedendo infine ai vari colloqui e ai test attitudinali, fino a giungere all’assunzione della figura perfetta a ricoprire un determinato ruolo. Per ottenere i risultati promessi potrà usufruire di svariati mezzi quali:
– Referenze
– Candidature
– Annunci
– Contattando le varie Università
– Piattaforme idonee al Job Marketing
– Social
Si occuperà inoltre di affiancare i nuovi assunti e di valutarne il rendimento per garantire il raggiungimento degli obiettivi necessari per lo sviluppo del business aziendale. Si può quindi affermare che il reclutatore del personale risulta essere una presenza essenziale a tutto tondo per quanto concerne il Job Marketing, mantenendo una comunicazione costante sia con i manager che con i candidati, riducendo al minimo le tempistiche di assunzione grazie alle sue capacità di dialettica, ascolto e selezione.
L’evoluzione del recruiting
In conseguenza all’avvento del mondo digitale, le tecniche di recruiting sono nettamente cambiate a causa dell’enorme concorrenza presente grazie all’incremento esponenziale delle piattaforme a disposizione e ai social media che offrono la possibilità di inserire online il proprio profilo professionale e le proprie attitudini. Questo fenomeno ha provocato un’evoluzione radicale per quanto concerne la modalità di individuazione dei candidati anche rispetto a soli 20 anni fa, facendo sì che si sviluppasse un’enorme antitesi tra i vantaggi e gli svantaggi dell’odierno modus operandi. Infatti i recruiter si trovano da un lato ad avere un’ampia possibilità di scelta dei potenziali futuri lavoratori, riducendo allo stesso tempo le difficoltà che si presentano nel dover pianificare dei colloqui incontrando fisicamente i soggetti uno dopo l’altro (perdendo di conseguenza molto più tempo), e dall’altro a dover fare i conti con una concorrenza aziendale spietata. Proprio in conseguenza di ciò è stato necessario rivalutare e rivoluzionare le modalità di ricerca seguendo quella che oggi rappresenta una strategia ben definita e delineata per muoversi in modo efficace all’interno del mercato del lavoro, riducendo al minimo le difficoltà e le tempistiche.
Le fasi del recruiting
Il processo del recruiting si sviluppa attraverso tre fasi principali scandite dai rispettivi momenti della pianificazione, della ricerca del personale e della successiva selezione del candidato con conseguente assunzione.
1. Pianificazione: attraverso un’approfondita analisi delle esigenze aziendali, detta anche “Job Analysis”, si inizia a comprendere quali ruoli dovrà ricoprire il lavoratore da introdurre nell’impresa, valutandone i requisiti minimi e le caratteristiche indispensabili alla sua assunzione.
2. Ricerca e screening: una volta chiarite le necessità, si potrà procedere più adeguatamente ad una chiara ed efficace stesura dell’annuncio per la ricerca del personale, migliorandone l’efficacia attraverso l’introduzione di una Job Description nella quale verrà specificato il tipo di impiego offerto, favorendo così le prime richieste di candidatura attraverso i vari curriculum vitae, scremando in questo modo i profili inadeguati. Al giorno d’oggi per svolgere questa funzione si favoriscono piattaforme digitali come ad esempio Linkedin, a differenza di svariati anni fa, durante i quali si utilizzava la diffusione dell’offerta di lavoro per mezzo della stampa e del passaparola; un mezzo decisamente meno rapido e mirato.
3. Selezione: arriva dunque il fatidico momento del colloquio conoscitivo, attraverso cui approfondire e analizzare meglio le competenze e le caratteristiche del candidato e per mezzo di tali comprendere se è adatto a ricoprire il ruolo e la posizione richiesti. Si vanno dunque ad analizzare sia le hard che le soft skills (ovvero sia le competenze principali che quelle trasversali), proponendo a volte anche dei test psicoattitudinali o persino prove pratiche per aumentare le certezze e scremare ulteriormente i candidati meno promettenti. A tal proposito a volte si procede con le “gamification“, ovvero delle vere e proprie simulazioni di lavoro che pur risultando divertenti, consentono di appurare in modo più accurato le capacità degli interessati. Come ulteriore prova si può procedere per mezzo di colloqui telefonici aggiuntivi o tramite video interviste, che andranno ad assottigliare sempre più il numero dei concorrenti, fino ad arrivare alla scelta definitiva per procedere con l’assunzione.
Come ottimizzare il recruiting
Oltre alle tecniche standard per procedere al reclutamento del personale, esistono alcuni mezzi che volgono al miglioramento della selezione e all’ottimizzazione delle tempistiche. Si possono infatti raggiungere dei risultati promettenti utilizzando le seguenti strategie:
1. Il primo passo è quello di presentare un’azienda curata, dalla quale possano essere attratti dei candidati validi e realmente interessati, spingendoli quindi in maniera del tutto spontanea a presentare il proprio curriculum vitae, diminuendo quindi la ricerca del personale da parte dei reclutatori.
2. Organizzare in modo chiaro e accurato la pagina di presentazione dell’azienda inserendo la voce “lavora con noi” in modo da agevolare la candidatura o la ricerca di eventuali posizioni aperte.
3. Mantenere la possibilità da parte delle aziende di ricevere le candidature anche quando non si possiede l’esigenza di ampliare o sostituire il personale, possedendo un archivio nel quale attingere nel momento del bisogno. A tal proposito, per ottimizzare l’organizzazione dei CV esistono dei programmi che ne automatizzano la selezione o lo smaltimento in base ai parametri di riferimento stabiliti dall’azienda.
4. Rendere uguali tutte le procedure è un altro passaggio fondamentale in quanto permette di valutare tutti i candidati secondo lo stesso metro di misura, riuscendo meglio a paragonarli e a valutare quelli più attinenti. Si potrà dunque agire sfruttando ad esempio una successione di domande identica per ognuno, per poi poter compilare un modulo con tutte le skills presenti o meno in base alle risposte ottenute dai vari candidati, evitando preferibilmente le deduzioni personali ed assegnando un punteggio totale a ciascuno.
5. Un altro step di fondamentale importanza per il reperimento di una vasta gamma di candidati a seconda delle proprie necessità, è l’utilizzo di piattaforme quali in primis Linkedin, Facebook, Twitter e Instagram.
Attraverso questi semplici ed efficaci passaggi su come fare recruiting nel migliore dei modi, reperire il personale migliore non sarà più un compito arduo, né un procedimento eccessivamente lungo per nessuna azienda che lo richieda.